Benvenuti nel sito della Parrocchia di Galliate

All’inizio del nuovo anno, condividiamo una nuova lettera che Fra Paolo ha scritto a don Massimiliano e alla nostra Parrocchia.
È il racconto di come in convento sono trascorse le feste: nella semplicità di un tè condiviso, di una tombolata, di un cenone vissuto insieme fino a quando è stato possibile. Un tempo dove si è celebrata la vita com’è davvero.
Nelle parole di Fra Paolo torna anche l’esperienza di Francesco d’Assisi, che accanto ai più fragili ha imparato a riconoscere, nella loro voce, quella del Crocifisso. Un invito ad iniziare l’anno con uno sguardo più attento e un cuore più disponibile.
Buona lettura!
Busto Arsizio, 01/01/2026
A don Massimiliano e alla Parrocchia di Galliate,
questi giorni di festa in convento sono stati segnati dalla
condivisione con i poveri. Durante l’anno, come fraternità, insieme a
un buon gruppo di volontari, ogni pomeriggio accogliamo un gruppo
di senza tetto e persone sole per trascorrere un po’ di tempo
insieme, davanti a un caffè o a un tè. Inoltre collaboriamo con la
mensa dei poveri della città, alternandoci con diverse associazioni.
In questo Natale abbiamo scelto qualcosa di semplice e,
proprio per questo, profondamente umano: sederci attorno a una
tombolata insieme a chi vive la fragilità della povertà. Non un evento
“per” loro, ma un tempo condiviso, in cui i ruoli si attenuano e rimane
soltanto la possibilità di ritrovarsi compagni di gioco, di risate e di
attese.
Abbiamo condiviso anche il cenone di Capodanno: dalle 20
alle 23, tra piatti semplici e conversazioni che scaldavano più del
cibo. Non abbiamo potuto attendere insieme la mezzanotte: molti
dovevano rientrare in dormitorio. È stata una serata bella e fragile
allo stesso tempo, capace di ricordarci che la festa, quando incontra
la realtà della vita, porta con sé anche un filo di malinconia.
Questa esperienza mi richiama alla mente quella di Francesco
d’Assisi. Vivendo accanto ai lebbrosi, ha condiviso con loro una
quotidianità che gli ha permesso di intuire la possibilità di vivere
come fratello. La “parola dei lebbrosi” gli ha spalancato l’ascolto
della parola del Crocifisso.
Auguro anche a voi di poter vivere questa esperienza di
Francesco.Buon anno!
Paolo Pomella
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