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La Diocesi di Milano e i missionari del PIME sono in grande trepidazione per la sorte di p. Giancarlo Bossi, rapito il 10 giugno scorso mentre si recava a celebrare la Messa a Payao, nelle Filippine meridionali. Nonostante i proclami di politici e militari filippini, non vi sono informazioni certe sul luogo in cui è tenuto il sacerdote, o chi siano i suoi rapitori. Immaginiamo la sofferenza e la prova di questo nostro fratello nella fede, e siamo vicini con tutto l’affetto e la preghiera ai suoi famigliari. Consapevoli che la vocazione missionaria è chiamata a seguire Cristo sino ai confini della terra e alle frontiere più difficili della convivenza tra i popoli, sentiamo che p. Bossi è profondamente uno di noi, inviato dalla nostra Chiesa di Milano attraverso il PIME, e in quest’ora nella quale sta seguendo Cristo più da vicino, anche noi ci sentiamo coinvolti in prima persona.
Insieme agli sforzi politici e diplomatici per giungere a una soluzione positiva di questa dolorosa vicenda, crediamo che sia decisivo l’impegno a una preghiera costante e sincera. Molte sono state e saranno le iniziative. In particolare vogliamo promuovere una giornata speciale di preghiera e digiuno per MARTEDÌ 10 LUGLIO, a un mese dal rapimento del nostro missionario. Invitiamo tutte le parrocchie, associazioni, movimenti, comunità e Istituti a unirsi in preghiera per intercedere per la liberazione di p. Giancarlo, sull’esempio di quanto fece la prima comunità cristiana quando l’apostolo Pietro venne sequestrato ingiustamente da re Erode (At 12, 1-11).
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